Nello specifico il patto, fissato negli ultimi giorni, prevede che la Cina si occupi di costruire 2.400 miglia di strade, 2.000 miglia di ferrovie, 32 ospedali, 145 centri di soccorso e due università. Un opera mastodontica che prevede anche l'inserimento di ingegneri cinesi in collaborazione con gli omologhi congolesi.
Il Congo in questi ultimi anni è stato devastato dalla guerra civile e dalla dittatura e grazie a questo patto bilaterale non solo potrà usufruire dei mezzi, ma anche delle conoscenze del gruppo Cinese, CREC (China Railway Engineering Corporation).
In cambio il paese africano darà, attraverso la sua compagnia mineraria di stato, Gecamines, 10 milioni di tonnellate di rame e 400 mila tonnellate di cobalto.
Un accordo di interscambio altamente strategico dove la Cina acquisisce quelle materie prime di cui ha profondamente bisogno per poter continuare ad essere l'economie che da sola produce il 20% delle tutte le merci finite del mondo. Il Congo dal canto suo inizia a colmare quel vuoto di conoscenze e capacità senza però sborsare una centesimo. Motivo in più per barattare.
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